Il processo di automazione nell’industria

Il processo di automazione è quell’insieme di operazioni e strategie per le quali viene ridotta la presenza di esseri umani chiamati in prima persona a dirigere le operazioni in occasione di un qualsiasi processo produttivo, e al contrario affidare tali operazioni a delle macchine che sono in grado di svolgere ogni compito in maniera molto più precisa e veloce.

Maggiore precisione e velocità di produzione

Lo scopo dunque è quello di limitare sempre di più la presenza umana in ambito produttivo sia per quel che riguardai  beni che per quanto concerne i servizi, mantenendo chiaramente inalterata la qualità o dov’è possibile aumentarla diminuendo contemporaneamente quelli che sono i costi di produzione. In particolar modo a necessitare dell’automazione sono tutti quei processi produttivi automatici che richiedono grande precisione al fine di riuscire a produrre dei pezzi di alta qualità. È questo il caso dei laser che vengono impiegati per tagliare, saldare o marcare ogni tipo di materiale in base a quella che è la richiesta del cliente.

I laser industriali

I laser industriali dunque rappresentano la tecnologia perfetta per migliorare questo processo automatizzato, diminuendo quelli che sono i costi di manodopera e produzione e andando ad aumentare la qualità e la velocità con la quale si è in grado di preparare i pezzi da commercializzare.

Dunque questo è il motivo per il quale sempre più realtà industriali decidono di adottare un laser o sostituire quello vecchio con uno di nuova generazione se lo si adopera già, riuscendo così a fornire al mercato risposte adeguate sia dal punto di vista della qualità dei singoli pezzi che della velocità di produzione ed evasione degli ordini a partire dal momento in cui un cliente manifesta la necessità di ricevere della merce.

Sul sito di  Optoprim è possibile visionare diversi modelli di laser industriali, tra i quali ci sarà sicuramente quello maggiormente in grado di soddisfare specifiche necessità legate alle esigenze produttive di ogni realtà aziendale.

Il timbracartellini Puma

Il timbracartellini Puma è un ottimo marcatempo con timbratura in colore nero a quattro colonne. Il dispositivo consente ai dipendenti di registrare il proprio ingresso o uscita dalla sede di lavoro in maniera davvero rapida e soprattutto semplice, grazie al comodo e ampio display LCD che consente di visionare in maniera chiara ed inequivocabile quello che è l’orario, nonché la data ed il giorno della settimana.

Segnalazione acustica ad ogni registrazione

Nel caso in cui il dipendente vada a timbrare l’orario di ingresso in ritardo, oppure quello di uscita in anticipo, l’orario sarà contrassegnato con un apposito asterisco, così da andare a facilitare il lavoro dell’ufficio personale che terrà conto di queste variazioni. Il display visualizza dunque sia la data che il giorno, oltre all’orario, ed effettua anche una segnalazione acustica nel momento in cui ingresso o l’uscita vengono registrati. È il dispositivo stesso a trascinare ed espellere il cartellino automaticamente per effettuare le operazioni di stampa, e riconosce automaticamente lo spazio in cui effettuare la marcatura.

Il timbracartellini Puma dispone anche una riserva di memoria tramite batteria al litio, così da continuare ad essere alimentato anche se dovesse mancare la corrente. Il suo calendario automatico consente di gestire autonomamente anche gli anni bisestili, e grazie alle apposite asole è possibile fissarlo a parete o anche sul tavolo, in base alle proprie necessità, così da rendere per i dipendenti particolarmente facili le operazioni di timbratura.

Non più code per timbrare l’ingresso o l’uscita

Si tratta di un dispositivo dal funzionamento semplice ma al tempo stesso efficace ed affidabile, che può consentire anche a diverse decine di dipendenti di timbrare in rapida sequenza il proprio ingresso o uscita dalla sede di lavoro in maniera rapida e senza andare a creare delle code. Sul suo sito ufficiale Cotini srl offre, inclusi nel prezzo del timbracartellini Puma, anche 50 cartellini ed un casellario in plastica da 5 posti. Infine, sempre sul sito ufficiale Cotini srl, è possibile visionare immagini dettagliate di questo articolo oppure anche altri modelli di timbra cartellini.

Imparare a guidare… divertendosi!

Questo blog dichiara di voler essere una sorta di TV virtuale sul mondo web delle aziende del territorio. Quindi, ciò che vogliamo fare è rimarcare quelle realtà che si contraddistinguono, in qualche modo, dalla normalità e che rappresentano un patrimonio del nostro paese. Il riferimento è al web, noi scopriamo queste aziende grazie a Google e a Internet in generale, e poi raccogliamo esperienze e commenti delle persone che hanno avuto a che fare con loro. Bene, che ne direste se esistesse qualcuno in grado di insegnarvi a guidare senza farvi minimamente farvi sentire tesi, nervosi o, peggio, insicuri di quello che state facendo? La predisposizione di Mauro e Gabriele, responsabili della scuola guida di Lissone Autoscuola Maggiolini che offre anche corsi di guida sicura, gare di regolarità e corsi di primo soccorso stradale, è proprio questa: insegnare divertendosi.

Mauro e Gabriele sono ragazzi giovani ma di enorme esperienza, ed il rapporto con lo studente viene da subito basato sull’amicizia: tuttavia, non diventa mai poco professionale, ed è questo il vero plus: l’attenzione dedicata alla fase teorica e a quella pratica ha del maniacale, ma il contesto rimane sempre piacevole e l’apprendimento graduale e senza fraintendimenti. Maggiolini poi si propone di seguirti anche dopo la patente, perchè molte sono le iniziative che un appassionato di motori come Mauro porta avanti: guardate il loro sito per scoprire qualcosa di più!

In merito proprio al loro sito, è esattamente la trasposizione della loro mentalità, moderna e aperta, verso il mondo del web: trovate anche filmati ed immagini interessanti, oltre a tutta una serie di informazioni molto utili a chi necessita di servizi quali rinnovo patenti, recupero punti, corsi ed altro. Sapendo di rivolgersi a qualcuno che si pone sul vostro stesso piano, come un aiuto costante ed amichevole che ha generato commenti estremamente positivi in tutti questi anni.

Il caffè in capsula diventa bio

Italiani sempre più attenti alla sostenibilità e all’ecologia. Anche quando si tratta del tradizionalissimo caffè. I nostri connazionali, infatti, si dimostrano disposti a mutare atteggiamenti alimentari, tanto che un italiano su due si è avvicinato al biologico. Più precisamente: nel 2017 il 47% degli italiani ha scelto biologico almeno una volta a settimana, con numeri in continua crescita che vedono le vendite di questa tipologia di prodotti aumentare del 10,5% nei primi cinque mesi del 2018. E il trend è in continua ascesa.

La tazzina di caffè con l’anima green

Proprio per soddisfare questo crescente bisogno di prodotti “green”, il bio è entrato anche nella classica tazzina di espresso. Si chiama Tierra Bio -Organic il primo caffè biologico lanciato da Lavazza per il consumo domestico: si tratta di un prodotto che proviene da piantagioni dove si pratica l’agricoltura biologica e si rispettano i principi di sostenibilità ambientale, inoltre è il primo prodotto dell’azienda torinese per il segmento domestico coltivato con certificazione Bio e certificazione Utz, a garanzia di standard qualitativi sociali e ambientali nella produzione di caffè.

“Da sempre gusto e sostenibilità fanno parte del nostro Dna – ha dichiarato Pietro Mazzà, direttore Marketing Roast & Ground di Lavazza – e sono anche i valori che contraddistinguono il nuovo ‘Tierra. Bio-Organic’, pensato per i consumi a casa, in moka e in capsule”. I chicchi di questa 100% Arabica da caffè biologico sono tostati per periodi di tempo più lunghi, utilizzando una combinazione di basse e medie temperature così da ottenere una perfetta combinazione di gusto, corpo e aroma. Le speciali note floreali e di frutta matura derivano invece dalle sue terre di origine, l’America centrale e meridionale.

Bio a modo mio

Gli amanti del caffè in tutte le sue forme, primo fra tutti il classico espresso, possono vivere comodamente a casa l’esperienza unica di questo prodotto biologico grazie alle pratiche capsule per il sistema espresso domestico Lavazza A Modo Mio. Tierra! Bio-Organic va ad arricchire l’esclusiva gamma Lavazza Tierra composta dalle monorigini Tierra Single Origins, entrambe certificate da Rainforest AllianceTM, organizzazione non governativa (ONG) il cui scopo è preservare la biodiversità e garantire condizioni di vita sostenibili ai coltivatori delle aree di produzione guidando le pratiche di uso del suolo, le pratiche commerciali e i comportamenti dei consumatori. Pensate per offrire un’esperienza superiore di gusto in un prodotto sostenibile e di alta qualità, da degustare tutti i giorni, Tierra Brasile-Cerrado e Tierra Perù-Ande racchiudono in sé l’unicità delle loro terre di origine, Brasile e Perù.

On line in sicurezza

Tutte le miscele delle capsule Lavazza a Modo Mio – comprese le classiche come Qualità Rossa, Suerte, Crema e Gusto e Dek – sono disponibili anche online su CialdaMia, il portale italiano del caffè in capsule di qualità. Inoltre, oltre alle promozioni periodiche, facendo scorta su CialdaMia si risparmia sempre. In questo modo sarà possibile concedersi a casa o in ufficio una pausa con le migliori miscele Lavazza, compresa la nuova referenza Tierra Bio -Organic. Non resta che scegliere fra i vari sapori: intenso, cremoso oppure quello più avvolgente. E per regalarsi proprio tutto, compreso il piacere di cambiare, è anche possibile fare un mix di diversi prodotti, così da assaggiare un aroma differente tutte le volte che lo si desidera.

Scegliere immobili di prestigio: 4 fattori da considerare

Tutti noi abbiamo il desiderio di riuscire ad acquistare prima o poi la casa dei sogni. Una casa che lasci senza fiato, che possa diventare un vero e proprio gioiello bello da vivere e da vedere. Trovare la casa dei sogni, ovvero una soluzione moderna in un contesto d’alto profilo, o magari una villa d’epoca che presenti uno stile unico nel suo genere, non è per nulla semplice in quanto si tratta di un mercato particolare e differente dalla solita compravendita di immobili.

La ricerca diventa però più semplice se ci si affida ad agenzie specializzate nella mediazione di immobili di prestigio come Real Estate di Franco Guerrieri, immobiliare Monza che opera principalmente in Brianza e nell’hinterland milanese. La ventennale esperienza e la riservatezza nelle trattative, rendono questa realtà del settore una delle principali risorse nel Nord Italia.

Vogliamo inoltre porre l’accento su quelli che potrebbero essere i 5 più importanti fattori da tenere a mente quando si decide di acquistare un immobile di lusso.

1.Ascolta i tuoi desideri

Il primo fattore, e forse anche il più importante, sono i tuoi desideri. Prima di scegliere un immobile pensa un attimo a ciò che desideri veramente. Vuoi una casa moderna? Desideri un immobile con una storia? Vuoi una casa elegante o con piscina?  Partire con le idee chiare ti aiuterà ad individuare esattamente quel di cui hai bisogno per te e la tua famiglia.

2.Considera gli aspetti logistici

Quando si decide di acquistare un immobile, è necessario comunque valutare gli aspetti logistici. È ben servita la zona in cui l’immobile è presente? Le abitazioni di lusso possono essere più isolate o più vicine a un piccolo comune anziché una città. L’aspetto logistico dunque è una fase molto importante da considerare.

3.Uno stile che rispecchi la tua personalità

Una abitazione di prestigio non è semplicemente un tetto da mettere sopra la testa, ma è un luogo che deve rappresentare il tuo modo di essere e di intendere la vita.

4.Valuta la distribuzione degli spazi

Valuta infine sempre la distribuzione degli spazi. Insomma, se cerchi un immobile di prestigio questo deve avere spazi adatti alle tue esigenze e necessità, con una giusta distribuzione dei vari ambienti. Non temere di avere richieste che possano sembrare strane o esagerate, chiedi e vedrai che l’immobile perfetto esiste ed è già in vendita!

L’esportazione agroalimentare Made in Italy regge alla crisi da Covid-19

L’export agroalimentare Made in Italy regge alla crisi generata dal Covid-19, nonostante con la pandemia si sia verificato un vero e proprio crollo delle esportazioni. A fronte dell’andamento positivo registrato nel primo trimestre dell’anno, i successivi tre mesi, caratterizzati dall’impatto del Covid e dal lockdown, hanno visto un calo in valore delle esportazioni (-3,6%), e soprattutto, delle importazioni (-12,1%), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La contrazione dei flussi agroalimentari si è concentrata nei mesi di aprile e in particolare di maggio, seguiti, però, da una diffusa ripresa degli scambi a giugno.

Le categorie più colpite dalla contrazione dell’import e dell’export

È quanto emerge dal focus realizzato dal Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, sull’andamento dell’export italiano nel 2019 e nei primi sei mesi del 2020, secondo il quale tra le categorie più colpite dalla contrazione dell’import nel settore primario figurano gli ortaggi, il caffè greggio e i prodotti della silvicoltura e della pesca, mentre nei trasformati, le carni, sia fresche sia preparate, e i prodotti ittici. Per quanto riguarda i comparti dell’export, a risentirne maggiormente sono stati nel settore primario i prodotti del florovivaismo, mentre tra i trasformati le carni, il caffè torrefatto, i prodotti dolciari e il vino.

Ue e Asia le aree più colpite nel secondo trimestre

Tuttavia, secondo il focus del Crea, tale andamento è stato in parte compensato dalla crescita dell’export di altri importanti prodotti del Made in Italy, come la pasta, le conserve di pomodoro e l’olio di oliva, riporta Askanews. Tra le principali aree partner dell’Italia, Ue e Asia sono risultate le più colpite nel secondo trimestre, sia dal lato delle importazioni sia da quello delle esportazioni agroalimentari del nostro Paese. Tuttavia, per la Ue il netto incremento dell’export nel primo trimestre ha compensato il calo nel secondo, determinando un andamento semestrale positivo.

Nel primo semestre 2020 scambi complessivi di merci ridotti di circa il 16%

I flussi dal mercato sudamericano sono rimasti sostanzialmente stabili, mentre sono cresciute le importazioni dal Nord America. Quest’ultimo si conferma il principale mercato di destinazione extra Ue per l’agroalimentare italiano, con un andamento semestrale complessivamente positivo, nonostante il leggero calo del secondo trimestre. Nel primo semestre 2020, il calo tendenziale del valore delle importazioni agroalimentari dell’Italia è stato del 4,6% mentre l’export è cresciuto di oltre il 2%. Nello stesso periodo, gli scambi complessivi di merci dell’Italia si sono ridotti del 16% circa. Il settore agroalimentare ha mostrato, quindi, una maggiore tenuta degli scambi internazionali rispetto ad altri settori, più colpiti dalle restrizioni e dalla conseguente crisi economica.

A novembre è record per la vendita di auto elettriche

Se nel mese di ottobre 2020 in Italia sono state vendute 2.892 auto elettriche, a novembre ne sono state vendute 9.722, sia di tipologia Bev, ovvero auto con batteria elettrica, sia Phev, le auto ibride plug-in. Per ora si tratta del dato più alto del 2020. Soprattutto in un contesto di mercato generale dell’auto che per il mese di novembre ha fatto registrare una riduzione del 9% rispetto al novembre dell’anno scorso, con un consolidato 2020 del -28,93% rispetto al 2019. È quanto emerge dal report Analisi di Mercato riportato da Motus-E, l’associazione che promuove la mobilità elettrica in Italia.

Il 7% del mercato è elettrico

Cresce quindi il mercato delle auto elettriche, che a novembre raggiunge il 7% di quota di mercato, e il 3,66% sul consolidato annuo, contro lo 0,87% di consolidato registrato nello stesso mese nel 2019. Più in particolare, le sole auto elettriche con batteria arrivano al 2% sul consolidato, costituendo ancora il 55% del mercato delle auto sotto i 60 gCO2/km. Non è però da sottovalutare, sempre nel mese di novembre, il sorpasso delle ibride plug-in, con una crescita rispetto allo scorso anno del 274%, rispetto al 156% delle auto a batteria.

A dicembre le auto a batteria elettrica potrebbero triplicare l’immatricolato del 2019

La previsione di Motus-E per la fine dell’anno è di raggiungere numeri importanti per entrambe le tipologie. Se a dicembre verrà confermato il trend di novembre le auto a batteria elettrica potrebbero triplicare l’immatricolato del 2019, e superare il traguardo delle 30.000 unità vendute, riporta Askanews. “I numeri delle immatricolazioni auto di novembre 2020 rafforzano la convinzione che la strada che stiamo percorrendo sia quella giusta e che bisogna lavorare per sostenere una domanda che esiste, è reale e in netta e costante crescita – commenta Motus-E -. C’è comunque tanto da lavorare per realizzare in Italia una rete di ricarica degna di un Paese importante e offrire servizi diversificati e di qualità agli utenti”.

Obiettivo, accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica

Motus-E è un’associazione italiana costituita da operatori industriali, mondo accademico e associazionismo con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica attraverso il dialogo con le Istituzioni, il coinvolgimento del pubblico e la promozione di programmi di formazione e informazione. Motus-E è stata fondata a maggio 2018, e oggi conta oltre 60 associati e partner tra costruttori di auto, utilities, e fornitori di infrastrutture elettriche e di ricarica. Ma anche, studi di consulenza, società di noleggio, università, associazioni ambientaliste e associazioni di consumatori.

Contenuti digitali, quasi 1,8 miliardi di spesa nel 2019

Nel 2019 gli italiani hanno aumentato la fruizione di contenuti digitali, spendendo complessivamente 1,785 miliardi di euro, +20% rispetto al 2018.

Il segmento di spesa più rilevante è il Gaming, con circa 1,13 miliardi di euro, il 63% dei volumi complessivi. Seguono video (388 milioni), editoria (141 milioni) e musica (129 milioni). Il mercato dei contenuti digitali in Italia, inteso come i ricavi generati dalle piattaforme di distribuzione, è distinguibile in due componenti, la spesa del consumatore e la raccolta advertising, ovvero i ricavi ottenuti attraverso la vendita di spazi destinati alla pubblicità di terzi all’interno della piattaforma. È quanto risulta dalla ricerca BVA Doxa presentata durante la prima edizione dell’Osservatorio Digital Content, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano.

Gaming, video, editoria e musica

Se nel 2019 il gaming è il segmento di spesa più rilevante rispetto al 2018 tutti i mercati segnano un trend positivo, ma con dinamiche differenti. Il segmento video entertainment presenta il più alto tasso di crescita (+47%), la musica cresce del 33%, il gaming del 13% e l’editoria del 6%. Il rapporto con il numero di Internet user in Italia (circa 39 milioni), evidenzia inoltre una spesa media di circa 46 euro all’anno per utente (+17,5% rispetto al 2018). La spesa media per utente è cresciuta percentualmente meno della spesa complessiva, poiché nell’ultimo anno è cresciuto anche il numero di Internet user (nel 2018 circa 38 milioni), segno di un mercato potenziale ancora in espansione.

La raccolta advertising

I contenuti online attraggono ingenti investimenti pubblicitari. All’interno delle piattaforme di distribuzione di contenuti giornalistici la raccolta advertising è la componente principale di ricavo (514 milioni di euro nel 2019, +4% rispetto al 2018), seguono le piattaforme di video entertainment, che hanno raccolto circa 460 milioni di euro, mentre i ricavi adv delle piattaforme musicali sono pari a 18 milioni di euro (+51%). Nel 2020 però l’advertising digitale in Italia ha subito una forte contrazione, facendo segnare per la prima volta una decrescita a prescindere dalle piattaforme, dai formati e dai contenuti veicolati.

Nel 2020 aumentano i consumi, cambiano i comportamenti degli utenti

Nel 2020 il 40% degli Internet user italiani ha aumentato il tempo dedicato ai contenuti di video entertainment, il 20% ai contenuti editoriali, il 14% ai videogame e il 12% alla musica online. Lo smartphone poi è diventato il device prediletto per fruire dei contenuti online, e continua ad aumentare la dotazione di oggetti connessi, come smart TV e smart speaker. Solo l’11% degli Internet user italiani fruisce però esclusivamente di un solo contenuto online, il 15% di due, il 33% di tre e il 30% di tutte e quattro le categorie di contenuti. Si evidenzia quindi lo sbilanciamento verso una fruizione multi-contenuto, anche se questo riguarda tipicamente le generazioni più giovani, mentre le generazioni più mature tendono a fruire online di una minore varietà di contenuti.

Il lockdown ha peggiorato il benessere psicologico dei lavoratori

I lavoratoti italiani non sempre sono soddisfatti della propria situazione professionale. A causa di questo, tre lavoratori su quattro soffrono di ansia e stress, e il lockdown ha contribuito ad aumentare il diffondersi di patologie come l’insonnia. Se più del 60% delle aziende afferma di promuovere azioni dirette ad aumentare il benessere dei propri lavoratori, puntando soprattutto su flessibilità o benefit economici, sono ancora poche le aziende che scommettono su iniziative volte a sostenerne il benessere psicologico. È quanto emerge dalla ricerca BVA Doxa per Mindwork, la società italiana per la consulenza psicologica online in ambito aziendale

Ansia e stress per un quarto dei lavoratori

Disturbi legati a stati di tensione quali irritabilità, inquietudine, irrequietezza o, ancora, ansia colpiscono almeno una volta al mese circa un lavoratore su quattro. A queste problematiche si sommano, poi, le difficoltà dovute dall’esigenza di bilanciare il lavoro con la vita privata: solo un lavoratore su tre afferma di aver trovato questo equilibrio. Il quadro è stato ulteriormente peggiorato dal lockdown, che ha contribuito ad aumentare le sensazioni di ansia e disagio (+15%), nonché il diffondersi di patologie come l’insonnia (+9%).

Sebbene si tratti di una netta minoranza, c’è però anche chi vive serenamente la propria vita lavorativa: un lavoratore su dieci, infatti, si dichiara pienamente soddisfatto della propria occupazione, e gode di un equilibrio psico-fisico ottimale.

Le conseguenze dell’assenteismo

Quasi un lavoratore su tre ammette di essersi assentato dal lavoro una o più volte a causa di eccessivi carichi di stress e ansia. Questa condizione colpisce in particolare le figure apicali. Da questo quadro, inoltre, emergono anche problemi economici: la Commissione europea stima in 136 miliardi le perdite in produttività causate dall’assenteismo dal posto di lavoro derivato da malessere psicologico. C’è poi chi ha valutato lo scenario più estremo: il 37% dei lavoratori italiani, infatti, ha lasciato un lavoro a causa del malessere emotivo legato all’ambiente professionale. Un fenomeno particolarmente comune tra gli under 34.

Il punto di vista delle aziende

Di fronte a un contesto così gravoso reso ancora più complesso dall’emergenza Covid-19, più del 60% delle aziende promuove azioni dirette ad aumentare il benessere dei propri lavoratori puntando però soprattutto su flessibilità (sia in termini di orario sia di ricorso allo smart working) e/o benefit economici.

Sono ancora in pochi, invece, a scommettere su iniziative volte a sostenere il benessere psicologico dei singoli, anche se oltre il 60% valuterebbe positivamente un’iniziativa in tal senso. Parlare apertamente di disagio psicologico risulta però ancora difficile. Quasi il 50% dei lavoratori non si sente libero di dichiarare il proprio malessere. E se con amici e familiari c’è meno reticenza, l’ambiente di lavoro appare ancora un luogo poco adatto in cui esprimere il proprio disagio.

Consumi e intenzioni di acquisto degli italiani, +18,7%

Ad agosto crescono le intenzioni d’acquisto degli italiani in tutti i comparti, e raggiungono livelli superiori a quelli di febbraio. A soffrire è solo il settore viaggi, in calo del -23,8% sia per la paura di nuove ondate di contagio sia per la fine delle vacanze. L’Osservatorio Mensile Findomestic di settembre, realizzato dalla società di credito al consumo del gruppo BNP Paribas, in collaborazione con Eumetra, rileva come agosto sia stato un mese segnato dall’ottimismo, con intenzioni d’acquisto mediamente in crescita del +18,7% rispetto a luglio.

Gli incentivi hanno movimentato i mercati dell’energia (+51% di propensione all’acquisto di impianti solari termici) e della mobilità (+11,7% per le auto nuove), mentre la fine dell’estate, la voglia di concretizzare i progetti ideati nei mesi di lockdown, e i timori di una nuova chiusura, fanno aumentare le intenzioni d’acquisto di mobili (+18,3%). Il consolidarsi dello smart working poi spinge i consumatori a migliorare la dotazione tecnologica domestica, generando un’impennata della propensione all’acquisto di pc (+45%) e tablet (+36,9%).

Voglia di auto e moto, mobili, tv e HiFi

L’attesa degli incentivi alla mobilità sostenibile e l’utilizzo di un mezzo proprio a scapito di quelli pubblici ad agosto hanno trainato le intenzioni d’acquisto di auto nuove (+11,7%), auto usate (+12%), motocicli (+16,6%) ed e-bike (+24,2%). La previsione di un autunno più domestico spingono inoltre i consumatori a pensare di rendere la casa più confortevole. In agosto la propensione a ristrutturare casa è infatti aumentata del 19,4% rispetto al mese precedente, e quella di acquistare mobili del 18,3%, mentre l’incremento per tv e HiFi è del 25,3%.

Momento positivo per elettrodomestici e tecnologia

La crescente sensibilità verso la ristrutturazione degli spazi domestici, spinta dagli incentivi statali, riportano le intenzioni d’acquisto di elettrodomestici su livelli superiori al pre-Covid, con un +37,8% per i grandi e +19,1% per i piccoli. Ma le performance sono positive anche nel comparto tech, dove la propensione all’acquisto di pc e accessori ad agosto è cresciuta del 45,3% rispetto a luglio, così come quella di tablet ed e-book (+36,9%).

In aumento anche le intenzioni d’acquisto per il settore della telefonia (17,1%), fotocamere e videocamere (+10%).

Più efficienza energetica meno viaggi e vacanze

Gli italiani non vogliono perdere l’occasione per sfruttare gli incentivi legati all’efficienza energetica, tanto che la propensione all’acquisto di impianti solari termici è aumentata del 51%, di impianti fotovoltaici del 38,6%, e di infissi e serramenti del 25,6%. In negativo stufe e caldaie, che chiudono il mese a -1,6%.

L’andamento internazionale dei contagi ha invece frenato ancora di più la ripresa del settore viaggi e vacanze, che in agosto, complice la fine dell’estate e delle ferie, registra un calo delle intenzioni d’acquisto rispetto a luglio (-23,8%).

Diminuisce anche la propensione all’acquisto di attrezzature e abbigliamento sportivo, mentre aumenta quella per le attrezzature per il fai-da-te (+8,9%).

Arrivano le 4 app che sfidano TikTok

Tik Tok si prepara a una nuova sfida. Oltre ai tentativi di controllare, o comunque limitare, l’app a opera soprattutto del governo Usa ora ci si mettono anche alcune app alternative a Tik Tok, già pronte a prendere il posto del popolare social cinese.

Tik Tok ha raggiunto i 2 miliardi di download, e per questo motivo fa gola a Microsoft. Ma secondo la rivista Technology Review del Mit (Massachusetts Institute of Technology), sono quattro i possibili candidati pronti a sostituirsi a Tik Tok.

Si tratta di app come Triller, al momento la concorrente più agguerrita, o Reels, lanciata di recente da Instagram, fino agli outsider Byte e Clash, nati entrambi dall’esperienza di Vine, la piattaforma video di Twitter chiusa nel 2016.

Il travaso di utenti verso Triller

Pur essendo stata lanciata nel 2015, Triller ha raggiunto una certa notorietà solo nell’ultimo periodo, proprio grazie alle vicende di TikTok. Il travaso di utenti, e anche di qualche influencer, ha portato l’applicazione a raggiungere i 250 milioni di download, ben lontani dai 2 miliardi della rivale, ma sufficienti a farla diventare l’app più scaricata a luglio in almeno 50 Paesi, Italia compresa.

“Potrebbe diventare potenzialmente il rifugio principale per gli influencer di TikTok, in cerca di un’altra app con caratteristiche simili che voglia investire su di loro – spiega alla rivista Alessandro Bogliari, esperto di social media -. Ora che qualche star di TikTok ha già lasciato per Triller altri potrebbero seguirli, portando con sé milioni di fan”.

Reels, una minaccia intergenerazionale per il social cinese

È ancora agli inizi invece Reels, applicazione appena lanciata all’interno di Instagram da Facebook, che permette di fare e condividere in uno spazio comune, accessibile da “esplora” video di 15 secondi con una serie di effetti. La chiave del possibile successo, secondo l’esperto Alessandro Bogliari, potrebbe essere nel fatto che Instagram è più intergenerazionale rispetto a TikTok, considerata abbastanza ancora una “riserva” per i più giovani, riferisce Ansa.

Clash e Byte, due nuove arrivate molto promettenti

Ancora in versione beta, invece, anche se è già giudicata molto promettente, la app Clash, ideata da Brendon McNerney, uno dei principali utilizzatori di Vine, che più di TikTok è orientata a far guadagnare i creatori di contenuti con propri video.

Ha pochi mesi anche Byte, l’ultima candidata secondo la rivista, ma che è riuscita già a catalizzare l’attenzione di un pubblico di nicchia, interessato più all’arte e alla musica.

Il cibo italiano è sempre più amato, anche a domicilio

Il lockdown ha visto in aumento gli italiani che hanno utilizzato i servizi di Food Delivery, e se per molti è stata la prima volta, altrettanti hanno consolidato e incrementato l’abitudine di farsi consegnare a casa piatti già pronti. Le pietanze più ordinate per l’asporto? Secondo GfK Sinottica sono state la pizza, gli hamburger e il cibo italiano, in forte crescita rispetto ai piatti della cucina etnica. Durante la fase 1 dell’emergenza sanitaria, anche chi ha scelto di fare la spesa online ha preferito acquistare soprattutto prodotti alimentari Made in Italy.

Insomma, anche durante il periodo del lockdown i consumatori hanno dimostrato la predilezione per i prodotti e gli alimenti tipici della cucina tradizionale italiana.

Food Delivery +70% a marzo e aprile

Secondo i dati GfK Sinottica nei mesi di marzo e aprile 2020, rispetto al periodo precedente il confinamento, l’utilizzo di servizi di Food Delivery da parte degli italiani è cresciuto del +70%. E secondo le rilevazioni nella maggior parte dei casi gli utenti hanno scelto di farsi consegnare a domicilio soprattutto i piatti tipici della cucina italiana. Con i ristoranti chiusi e le lunghe file davanti ai supermercati che hanno caratterizzato le prime fasi dell’emergenza, in tantissimi hanno sfruttato il digitale per far arrivare a casa propria i prodotti di cui avevano bisogno per cucinare. Oppure hanno sperimentato, spesso per la prima volta, i servizi di consegna cibo a domicilio.

Pizza, hamburger e panini i più gettonati

Sempre secondo le rilevazioni di GfK Sinottica durante il lockdown il cibo più ordinato in assoluto attraverso i servizi di consegna domicilio è stata la pizza, seguita da hamburger e panini. Impossibilitati ad andare al ristorante e forse stanchi di cucinare, in molti hanno utilizzato il delivery per farsi arrivare a casa cibo italiano, salito al terzo posto tra le preferenze degli italiani.

Rispetto al periodo precedente all’emergenza Coronavirus risultano invece in calo gli ordini a domicilio di cibo cinese e kebab, rispettivamente al quarto e quinto posto.

Spesa online, +122%

L’amore per i prodotti Made in Italy è evidente anche tra chi ha fatto la spesa online durante il lockdown. Un’abitudine anche questa in forte crescita, che ha segnato un +122% rispetto al periodo precedente l’emergenza Covid-19.

Nel carrello digitale degli italiani sono finiti i prodotti tipici della dieta mediterranea, soprattutto verdure, seguite da pasta, frutta, pizza e pane.

Scelte che denotano anche una certa attenzione al benessere e al mantenimento di un’alimentazione sana, tenuta in considerazione anche, e forse soprattutto, durante la domiciliazione forzata.

Scende l’inflazione, ma aumenta il carrello della spesa

Mentre l’inflazione scende dello 0,2% il carrello della spesa si attesta al +2,4%. Secondo i dati definitivi di maggio resi noti dall’Istat si conferma la stangata per i prezzi dei beni alimentari e per la cura della casa e della persona. Insomma, gli unici acquisti che gli italiani potevano effettuare liberamente anche durante il lockdown. Rispetto ad aprile, la cui crescita era +2,5% a maggio si attesta al +2,4%. Solo un leggerissimo calo, quindi.

“Insomma, mentre la deflazione non ha alcun effetto pratico sulle tasche degli italiani, il carrello incide sul loro portafoglio, aumentando il costo della vita” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Un aumento del costo della vita di 212 euro in più all’anno

“Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta in teoria la deflazione dovrebbe portare a una riduzione della spesa – osserva ancora Dona – ma in pratica, visto che gli italiani non hanno potuto sfruttare appieno la riduzione dei prezzi, non potendo andare a fare la spesa come prima, salvo negli ultimi giorni di maggio, quello che incide è solo il carrello della spesa, che a +2,4% implica un aumento del costo della vita”. Che per i soli acquisti di tutti i giorni è pari a 212 euro in più su base annua. In particolare, per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, il rialzo per le compere quotidiane è di 186 euro, mentre per una famiglia media è di 154 euro.

A maggio salgono i prezzi dei prodotti alimentari

A quanto rileva l’Istat, riporta Adnkronos, salgono i prezzi al consumo di alcuni prodotti alimentari, dai salumi (+3,7%) alla frutta (+7,9%) al latte (+3,5%) alla carne (+2,7%). Questo, in controtendenza con l’andamento generale che su base tendenziale vede il Paese. Da una analisi della Coldiretti rispetto ai dati dell’inflazione a maggio nel carrello della spesa si rilevano aumenti consistenti anche per il pesce surgelato (+5%), la verdura (+5,3%) pasta (+3,5%), burro (+2,1%), formaggi (+2,4%), acqua minerale (2,3%) e zucchero (+2,2%).

Si tratta di prodotti spinti dall’andamento anomalo della domanda, che ha favorito l’accumulo di scorte di prodotti soprattutto a lunga conservazione.

Incidono sulle quotazioni i problemi di ristoranti, bar, agriturismi e agricoltori

Ma, secondo Coldiretti, un’altra causa è rilevabile anche dallo sconvolgimento in atto sul mercato per le limitazioni ai consumi fuori casa, con le difficoltà per la ristorazione e per il commercio ambulante. A incidere sulle quotazioni sono stati infatti i problemi di ristoranti, bar, agriturismi, e in molte regioni, anche dei mercati rionali e degli agricoltori, che moltiplicando le offerte, ampliano la concorrenza aumentando le possibilità di scelta dei consumatori. Una situazione che ha favorito le speculazioni al ribasso nei campi e nelle stalle, con il taglio ai compensi pagati agli agricoltori e agli allevatori.