Dazi USA: la loro introduzione costerebbe all’export italiano fino a 3,3 miliardi di euro

L’incertezza sulle aliquote e le modalità di applicazione dei dazi ‘minacciati’ dal presidente USA Donald Trump preoccupa le industrie italiane. Non solo sul piano economico, ma anche perché la loro introduzione non consentirebbe un’adeguata pianificazione strategica e nella contrattazione con i buyer americani.

Conti alla mano, l’introduzione dei dazi statunitensi potrebbe costare all’export italiano di prodotti alimentari e non food tra i 500 milioni e i 3,3 miliardi di euro.
È quanto emerge da uno studio promosso da Centromarca, realizzato con il supporto scientifico di Nomisma, che in questi giorni sarà condiviso con il Governo e i rappresentanti del mondo politico.

A penalizzare ulteriormente le esportazioni contribuirebbe il cambio sfavorevole tra euro e dollaro

In relazione all’aliquota che effettivamente potrebbe scattare il prossimo 9 luglio, i valori da considerare sono diversi.
Se l’aliquota fosse pari al 10% le esportazioni in valore calerebbero di 489 milioni di euro, se salisse al 20%, scenderebbero di1,067 miliardi, del 30% si arriverebbe a  -1,734 miliardi, del 40% a -2,489 miliardi e del 50% a -3,334 miliardi di euro.

A penalizzare ulteriormente le esportazioni contribuirebbe inoltre il cambio sfavorevole euro / dollaro, Nei primi mesi del 2025 la valuta europea si è apprezzata significativamente rispetto a quella americana (+11% tra gennaio e giugno) raggiungendo i livelli più elevati dal 2022.

Considerando la rilevanza del mercato d’oltreoceano è una criticità da non sottovalutare

“L’incertezza sull’applicazione dei dazi preoccupa molto le nostre industrie, sia sul piano economico sia perché non consente un’adeguata pianificazione strategica e nella contrattazione con i buyer statunitensi – sottolinea Vittorio Cino, direttore generale di Centromarca -. È una criticità da non sottovalutare se si considera la rilevanza del mercato d’oltreoceano per i beni alimentari e non alimentari prodotti in Italia”.

In dieci anni le importazioni statunitensi di beni grocery sono cresciute del +161%

“Nel 2024 le importazioni Usa di beni grocery italiani hanno prodotto un giro d’affari di 9,9 miliardi di euro, con una crescita del +161% rispetto al 2014 e un’incidenza dell’11% sull’export complessivo del settore – prosegue Vittorio Cino -. È degno di nota il fatto che nei primi quattro mesi di quest’anno l’incremento a valore è stato del 14% rispetto allo stesso periodo del 2024. Sulla base di queste considerazioni Centromarca sta supportando le aziende con analisi ad hoc e si interfaccia costantemente con i suoi corrispondenti a Bruxelles e con i ministeri competenti”.