Secondo il Rapporto Italia 2025 di Eurispes, una larga maggioranza degli italiani — il 72% — considera un privilegio vivere nel proprio Paese. Un dato in crescita rispetto al 62,9% registrato dieci anni fa.
Il sentimento di appartenenza è soprattutto legato a elementi culturali, paesaggistici e sociali che ancora oggi definiscono l’identità italiana.
Bellezza, tradizione e clima: i punti fermi del Bel Paese
Gli italiani indicano come motivo principale di orgoglio la bellezza del paesaggio naturale, citata dal 21,6% degli intervistati. Seguono la ricchezza storica e artistica, un patrimonio che ancora incanta il mondo e che il 19,6% dei cittadini considera un punto di forza irrinunciabile.
La tradizione gastronomica italiana, riconosciuta a livello globale, è apprezzata dal 14,8%, mentre la libertà di espressione e opinione (13,2%) e il clima mite (12%) completano la lista dei fattori che rendono speciale vivere nel Belpaese.
I dati confermano come il senso di fortuna risieda più in un legame affettivo e culturale che in altre variabili materiali o economiche.
Le difficoltà che pesano sull’umore degli italiani
Non mancano però le ombre: chi vede la vita in Italia sotto una luce negativa punta il dito sulle difficoltà economiche generali (23,2%) e soprattutto sulla precarietà del mercato del lavoro (22,7%). Questi problemi rappresentano le principali ragioni di insoddisfazione per molti cittadini, mettendo a dura prova quel senso di sicurezza e stabilità che tutti cercano.
La fuga all’estero: 4 su 10 andrebbero via
Negli ultimi dieci anni, secondo i dati dell’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), oltre 1,2 milioni di italiani hanno scelto di trasferirsi fuori dai confini nazionali. Il desiderio di partire resta forte: quasi quattro italiani su dieci (39,5%) ammettono che se ne avessero la possibilità, andrebbero a vivere all’estero. Il 60,5%, invece, preferisce restare in Italia, segno che l’attaccamento al territorio rimane più saldo che mai.
Perché si lascia l’Italia?
Le motivazioni principali per il trasferimento sono legate alla ricerca di migliori opportunità lavorative (29,8%), un costo della vita più basso (17,1%) e la volontà di garantire un futuro più promettente ai propri figli (13,9%).
Questi dati mostrano come, al di là dell’amore per la patria, le condizioni socioeconomiche rimangano determinanti nelle scelte di vita degli italiani.