Cosa aspettarsi dal 2025? Ancora tante sfide globali, ma più ottimismo rispetto all’anno passato

La maggior parte delle persone a livello globale (71%) pensa che il 2025 sarà migliore del 2024, in leggero aumento (+1%) rispetto all’anno precedente, ma inferiore al periodo pre-pandemico.
In Italia, al contrario, la percentuale di ottimisti è più contenuta, e in diminuzione di un punto percentuale rispetto al 2023. 

Emerge dall’annuale Ipsos Predictions Survey 2025, che rivela un miglioramento del sentiment pubblico, ma persistenti preoccupazioni su economia, tensioni internazionali e clima.
Nel 2024, disastri naturali, inondazioni e incendi sono stati severi promemoria della crisi climatica in corso.  Al contempo, gli sviluppi tecnologici hanno offerto spiragli di speranza, e dopo tre anni l’economia globale ha mostrato i primi segni di stabilizzazione, con una crescita particolarmente robusta in Asia meridionale. 

Allarmano inflazione, tasse, disoccupazione

Le preoccupazioni economiche a livello globale rimangono elevate: la maggioranza delle persone prevede un aumento di inflazione (70%), tasse (74%), disoccupazione, prezzi. In particolare, il 79% ritiene che i prezzi cresceranno più rapidamente dei redditi.
Anche in Italia il 79% degli intervistati ritiene che i prezzi aumenteranno più rapidamente dei redditi e il 64% prevede un’inflazione più alta nel 2025.

Quanto alla tecnologia, l’opinione pubblica mondiale ne ha una visione complessa e spesso contraddittoria. Globalmente, la paura delle perdite di posti di lavoro causate dall’AI (65% Italia) continua a superare le aspettative di creazione di posti di lavoro (30% Italia). Inoltre, diminuisce leggermente l’intenzione di ridurre l’uso dei social media (41% Italia), ma cresce la preoccupazione per la privacy e la perdita di dati personali (53% Italia).  

Il futuro appare incerto e complesso

Un senso prevalente di disagio avvolge le persone di fronte a un futuro complesso e incerto. La minaccia di un conflitto nucleare rimane significativa, con il 49% che ne valuta la probabilità (40% Italia), così come l’ansia per un’AI fuori controllo (35% globale e Italia), e il pessimismo riguardo la risoluzione dei conflitti in corso. In Italia, soltanto il 23% crede che il conflitto in Ucraina possa concludersi nel 2025 e solo il 19% è fiducioso in una risoluzione del conflitto in Medio Oriente.  

Nel complesso, questa prospettiva rivela un mondo alle prese con minacce tecnologiche in continua evoluzione e conflitti geopolitici persistenti, che delineano un futuro complesso e incerto. 

Soffrire di eco-ansia per la crisi climatica

Le previsioni per il 2025 rivelano un mondo sempre più ansioso per il cambiamento climatico, ma meno fiducioso nelle soluzioni governative e tecnologiche. Un crescente disagio che sottolinea l’urgente necessità di cooperazione globale e approcci innovativi.

L’80% a livello globale e il 78% in Italia prevede un aumento delle temperature, il 72% a livello globale e il 77% in Italia prevede anche eventi meteorologici più estremi. Il 42% degli intervistati (49% Italia) ritiene che zone del proprio Paese diventeranno inabitabili. Ma se il 52% crede che i propri governi introdurranno obiettivi di emissione più severi (Italia 37%) solo il 32% crede che verrà sviluppata una tecnologia rivoluzionaria in grado di arrestare il cambiamento climatico (Italia 20%).