Secondo l’ultimo osservatorio di Qonto, leader nella gestione finanziaria aziendale per PMI, il 64% delle piccole e medie imprese europee ha raggiunto gli obiettivi prefissati per il 2024, con il 10% che li ha persino superati. Le aziende di dimensioni maggiori hanno una probabilità tripla di eccellere rispetto alle più piccole. In Italia, i risultati sono altrettanto promettenti, con il 67% delle imprese in linea con i propri traguardi. Il trend non è uguale per tutti i settori, però: quello immobiliare continua a fare i conti con varie criticità, mentre la logistica registra performance eccellenti.
A livello territoriale, Lombardia e Lazio si posizionano tra le regioni più performanti, mentre Toscana e Piemonte mostrano tassi più elevati di insuccesso.
Le principali sfide restano l’inflazione e la carenza di domanda, che coinvolgono rispettivamente il 30% e il 34% delle imprese italiane. Tuttavia, si osservano miglioramenti in termini di efficienza operativa, soprattutto in regioni come Piemonte, Lombardia e Calabria.
Obiettivi per il 2025: cercare nuovi clienti
Guardando al futuro, le PMI puntano sull’acquisizione di clienti (31%) e sull’innovazione di prodotto (22%) come priorità principali per il 2025. In Italia, emerge una forte attenzione alla formazione della forza lavoro qualificata (34%), segno di un approccio bilanciato tra crescita e sviluppo del capitale umano.
Parallelamente, le imprese europee si concentrano sulla riduzione delle emissioni: il 49% ha già adottato misure ad hoc, mentre un ulteriore 30% prevede di farlo. L’Italia si distingue per il suo impegno ambientale, dato che ne è coinvolto l’87% delle aziende. Tuttavia, permangono differenze regionali: l’Umbria è prima per priorità ambientali mentre la Lombardia mostra risultati più insoddisfacenti.
Tecnologia e intelligenza artificiale
La tecnologia continua a rappresentare un’area strategica per gli investimenti. Il 28% delle PMI europee prevede di aumentare la spesa in ambito tecnologico, superando aree come marketing e vendite. L’intelligenza artificiale è sempre più diffusa, con il 67% delle imprese che la sta implementando. In Italia, sono le aziende più grandi a guidare la transizione.
Nonostante ciò, resta alta la preoccupazione per la privacy dei dati, un tema cruciale soprattutto nei settori medico e sanitario.
Diversità e inclusione
Sul fronte della diversità, il 75% delle PMI europee sta affrontando almeno un tipo di pregiudizio discriminatorio, con la parità di genere in primo piano. Nel nostro Paese, solo il 66% delle imprese adotta politiche DEI (diversità, equità e inclusione), un dato inferiore alla media europea.