Parchi divertimento: i numeri del comparto e il ruolo per i territori

Negli ultimi 12 mesi il 25% delle persone con figli ha visitato in media circa 3 volte l’anno un parco a tema o acquatico. Il quadro è leggermente diverso per i centri di intrattenimento al coperto, che mostrano una penetrazione inferiore, ma una maggiore frequenza: circa 10 ingressi all’anno.

Sul fronte delle aspettative, il divertimento si posiziona saldamente al primo posto, accompagnato da sicurezza e comfort. Cresce anche la domanda di esperienze all’insegna della condivisione, dell’autenticità e dell’arricchimento personale, insieme a una rinnovata attenzione verso il contatto con la natura e l’identità culturale.
Emerge dall’Osservatorio Nazionale AssoParchi, condotto da AssoParchi in collaborazione con GRS Research & Strategy.

Una rete più capillare per intercettare una domanda latente

A conferma dell’elevato potenziale di crescita del comparto, l’80% degli italiani tra 16 e 55 anni dichiara di voler vivere più spesso le esperienze ricreative offerte dai parchi. Tra i motivi che impediscono di vivere queste esperienze gli intervistati indicano la mancanza di tempo e la carenza di strutture in prossimità del luogo di residenza.

La domanda insoddisfatta risulta più elevata tra i giovani nella fascia 16-24 anni, e tra le famiglie con bambini, a dimostrazione del ruolo strategico di questi target per lo sviluppo futuro del settore.
Si rende quindi necessaria “una rete più capillare di parchi sul territorio nazionale, in grado di intercettare una domanda latente oggi frenata da limiti di accessibilità e prossimità”, commenta Maurizio Crisanti, direttore AssoParchi.

Dove nascono i momenti memorabili

“Il parco divertimenti – aggiunge Crisanti – emerge sempre più come infrastruttura esperienziale irrinunciabile, in grado di completare e valorizzare l’offerta territoriale, integrando cultura, natura, tradizioni e gastronomia locale”.
Il 50% dei genitori che visitano i parchi a tema li associa a sentimenti di gioia e felicità, funzionali allo sviluppo di momenti memorabili e significativi.

L’analisi evidenzia, tuttavia, un potenziale ancora inespresso legato alla percezione del valore intrinseco dell’esperienza. Per migliorare questi risultati, i parchi dovrebbero offrire attività in grado di attivare più dimensioni contemporaneamente, combinando emozione, narrazione, identità e partecipazione condivisa. 
In particolare, le esperienze radicate nella cultura e nelle tradizioni locali sono valutate come più autentiche, mentre format ancora poco esplorati come eventi per famiglie, musical e mercati locali potrebbero intercettare una domanda latente.

L’impatto emotivo come leva strategica

“Non ci interessa solo sapere se le persone si sono divertite in un parco – commenta Maria Chiara Nicoletti, Regional Manager GRS Research & Strategy -. Vogliamo capire se un’esperienza ha ispirato, generato connessioni, lasciato un ricordo duraturo o contribuito alla crescita personale. Questo è il nuovo parametro di valore che stiamo introducendo”.

Le esperienze che generano un impatto emotivo, sociale e simbolico più forte sono correlate positivamente con una maggiore propensione alla visita ripetuta, una spesa ancillare più elevata e la promozione spontanea da parte dei visitatori. In questo senso, l’impatto emotivo è una leva strategica per la crescita sostenibile del settore e il rafforzamento del legame tra parchi, pubblico e territori.